Un percorso sorprendente alla scoperta di un castello diroccato, laghi naturali ed artificiali color smeraldo e fiumi cristallini.

Statistics

Analysing terrain data

884

m

884

m

9

max°

Exposure

Exposure

The exposure grade describes the potential consequences of falling or slipping off the path.

Low Exposure: The path is on completely flat land and potential injury is limited to falling over.

Medium Exposure: The trail contains some obstacles such as outcroppings and rock which could cause injury.

High Exposure: Some trail sections have exposed ledges or steep ascents/descents where falling could cause serious injury.

Extreme Exposure: Some trail sections are extremely exposed where falling will almost certainly result in serious injury or death.

The trail contains some obstacles such as outcroppings and rock which could cause injury.

Description

Imboccare la ciclabile in direzione nord; superata una lunga galleria scavata nella roccia, con la forma della ciminiera del treno, giungiamo al ponte in ferro sulla profonda forra del Rio Felizon, dove una sosta è d’obbligo.

Dopo una successiva breve galleria svoltiamo in salita a sinistra fino ad incontrare la statale per Dobbiaco e, rimanendo ancora sulla sinistra senza attraversare la statale, si prosegue lungo la sterrata che sale alla Rocca di Botestagno che sovrasta la confluenza dei torrenti Boite e Felizon (1513 mt). Parcheggiata e chiusa la bici con il lucchetto, l’ultimo tratto di salita viene percorso a piedi. Di recente sono stati completati degli scavi per portare alla luce i ruderi del vecchio Castello ed è stata posata una lapide in ricordo della presa di possesso dello stesso da parte di Massimiliano 1° d’Asburgo, momento che segna l’inizio della dominazione austriaca di Cortina. La vista dalla cima della rocca è spettacolare. Rimontati in bici, tornare verso la statale attraversandola grazie al sottopasso (tratto molto sconnesso). Proseguendo in discesa si incrocia la strada che sulla destra sale a malga Ra Stua; noi proseguiamo dritti nell’ampio parcheggio e scendiamo ancora fino in Pian de Loa (mt 1360) con il suo pittoresco “casone”. All’incrocio con la strada asfaltata, teniamo la sinistra e, appena prima dell’ufficio informazioni del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo (poco più avanti il ristoro “Lido Capoverde”), svoltiamo stretto a destra in discesa per scendere in Pian de Ra Spines.

Superato un audace ponte sul Boite percorriamo la bellissima strada che costeggia il fiume fino al Camping Olimpia.

Svoltiamo qui a destra in salita lungo strada asfaltata chiusa al traffico che, dopo 2 km, ci porta a scoprire le acque cristalline del lago Ghedina.

Torniamo sui nostri passi per circa 200 mt e svoltiamo in salita su sterrata per raggiungere, dopo un paio di km, la pianeggiante Passeggiata Montanelli.

La percorriamo e, poco prima di giungere a Piè Tofana, ci si imbatte in un curioso laghetto artificiale dai colori caraibici.

Da Piè Tofana si scende lungo la strada asfaltata; al successivo incrocio svoltiamo a sinistra per tornare verso il lago Ghedina.

Di qui, lungo la strada dell’andata, scendiamo a Fiames e, attraversata la statale , riprendiamo la ciclabile per il rientro a Cortina