via per Tuberghengo per Chiaberge

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281

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11

max°

Difficulty

FATMAP difficulty grade

Moderate

Description

Un itinerario che parte da Viù, dalla Parrocchiale di San Martino, una chiesa a tre navate, la più grande delle Valli di Lanzo, anche seconda sede del Museo Diffuso di Arte Sacra.

Passaggio interno nell’abitato, dove dalla piazza Vittorio Veneto, si scende verso il Comando dei Carabinieri per imboccare la partenza dell’antica mulattiera.

Grazie al Ponte dei Mulin Ninìn, si attraversa la Stura di Viù e si raggiungono alcune delle borgate di Viù, che per la precisione si trovano di fronte al Capoluogo.

Al di là del ponte, i ruderi, sono quelli della borgata Mulini di Tuberghengo, dalla quale è stato dislocato un blocco di pietra che costituiva la base di un torchio per la spremitura delle noci, da cui si ricavava l’olio, appartenuto a Carlo Falchero e che risulta essere il più antico reperto monumentale di Viù. Per tale importanza, questo blocco è stato asportato e posizionato sotto la Parrocchiale di San Martino. Con qualche minuto di portage, si risale la mulattiera che in salita conduce a Tuberghengo dal quale si può godere di un bellissimo punto panoramico verso Viù e la conca dei Tornetti di Viù.

Ripresa la strada asfaltata, si prosegue per le successive Chiaberge, Aires, San Vito ed infine Crotti di Viù.

D’obbligo, una sosta alla chiesa di San Vito, ma la chicca è nell’ultima, a Crotti, dove prima di ritornare a Viù è conservata un’altra antica mulattiera, tenuta benissimo, che si percorre in discesa.

Passando su un altro ponte, si riattraversa nuovamente la Stura di Viù e si risale alle borgate Barera e Castellar.

Giunti nuovamente nella piazza Vittorio Veneto, si prosegue verso Fucine passando nel vecchio quartiere del Pascheretto.

Dalla Villa Schiari, al cui interno ha sede anche il Santuario della Madonna della Salette e la Grotta di San Michele, prosegue l’itinerario.

Ci si lascia alle spalle l’adiacente fontana e lavatoio di una volta, per seguire un breve antico selciato, che prosegue alle spalle dell’abitato, fino ad accedere al Parco ottocentesco della famosa Villa Franchetti arricchito in tempi recenti da Rotondarte.

A pochi metri di distanza, il punto di partenza nella piazzetta sotto la Parrocchiale.

In chiusura, vivamente consigliato un aperitivo con degustazione della michetta viucese, tipico prodotto locale.