"La Valle delle sfingi" (un tempo Vajo del Brutto), caratterizzata dalla presenza di particolari blocchi monolitici le cui forme ricordano le sfingi egizie, si tratta di un fenomeno erosivo di disgregazione degli strati di Calcare Rosso Ammonitico e Oolite di San Vigilio.

Statistics

2 - 3

hrs

368

m

370

m

9

max°

Difficulty

FATMAP difficulty grade

Easy

Description

Si può parcheggiare l'auto al parcheggio ai piedi del paese di Camposilvano. Da qui si prosegue a piedi sulla strada (SP6) in direzione San Giorgio e appena superato il paese si imbocca la prima stradina sterrata a destra.

Dopo pochi passi si arriva alla valletta denominata "La Valle delle sfingi" (un tempo Vajo del Brutto), caratterizzata dalla presenza di particolari blocchi monolitici le cui forme ricordano le sfingi egizie, si tratta di un fenomeno erosivo di disgregazione degli strati di Calcare Rosso Ammonitico e Oolite di San Vigilio. Si cammina tra le “sfingi” fino alla fine della strada sterrata dove si trova malga Buse di sotto.

Si sale lungo il prato in direzione del baito di malga Buse di sopra.

Oltre la malga ci troviamo sulla dorsale del Sengio Rosso caratterizzata dalla Croce dei Norderi, elemento in rosso ammonitico che si trova a lato del percorso.

Si prosegue lungo la strada sterrata sul crinale con un panorama davvero suggestivo.

Si affianca malga Norderi e si giunge ad un crocevia dove si gira a destra dove il cartello indica rifugio Lausen.

Si attraversa malga Sengio Rosso e si scende fino a raggiunge in leggera discesa il rifugio.

Dopo la sosta al rifugio si scende su fondo cementato e al termine della strada si svolta a destra su una stradina sterrata.

Si prosegue attraverso le contrade di Battisteri Foi e Tecchie e si prende la prima stradina sterrata tra muretti fatti di pietre della Lessinia, successivamente si tiene la sinistra e si seguono i segnavia CAI.

Si sale tra i prati fino a giungere alla Croce del Gal dove si gira a destra.

Al bivio successivo si mantiene il sentiero leggermente in salita a sinistra fino ad attraversare la contrada di Kunek e da qui su fondo asfaltato si arriva al museo Geopaleontologico.

Alla fine della strada si rientra al parcheggio.