IL RIFUGIO TORRE DI PISA Situato sulla sommità della cima Cavignon a 2671m nel gruppo del Latemar ed è l'unico rifugio del gruppo. Deve il suo nome ad un pinnacolo obliquo alto una ventina di metri che sorge a poca distanza dal rifugio stesso e che assomiglia al celebre monumento pisano.

Statistics

4 - 5

hrs

1,019

m

1,036

m

28

max°

Difficulty

FATMAP difficulty grade

Difficult

Description

Per parcheggiare si supera la località di Pampeago e subito prima del divieto d’accesso con le auto c’è un parcheggio, dove possiamo lasciare l’auto.

Si sale per la stradina asfaltata che porta al "Passo di Pampeago" e qui a circa 2000 mt troviamo la prima malga "Zischg Alm". Da qui si seguono le indicazioni per rifugio Passo Feudo, segnavia 504 e in 20 minuti circa lo si raggiunge. Arrivati a "Passo Feudo" si prende il sentiero n° 516 che sale, subito in maniera decisa e poi più dolcemente, in mezzo ad un pascolo. Sul primo tratto di sentiero si incontrano gli ometti di pietra (segnavia di sassi fatti dagli escursionisti per segnalare il percorso). Continuando a salire in mezzo al verde, sulla sinistra, si può ammirare la Pala di Santa.

Ci avviciniamo al primo tratto di sassi e rocce e al bivio a sinistra c'è il sentiero n° 22 che porta in direzione Obereggen. Tralasciamo il sentiero n° 22 e proseguiamo la camminata sul sentiero sassoso davanti a noi.

Guadagniamo velocemente quota e raggiungiamo una sella erbosa dove possiamo fare una sosta e ammirare il panorama.

Avanziamo sempre sul sentiero che si sviluppa a zig-zag tra pascoli ripidi alla nostra destra e rocce bianche alla nostra sinistra.

Alzando lo sguardo in alto vediamo la nostra meta molto più vicina mentre, a destra, si può osservare il paese di Predazzo. Il sentiero fa una curva a sinistra e arriva alla base di un piccolo ghiaione, che si supera agevolmente.

Da qui si salirà solo su sentiero sassoso e, a tratti, roccioso.

Questo tratto è molto interessante per la geologia.

Si noteranno infatti, in mezzo alle tipiche rocce bianche, dei filoni molto scuri.

È porfido, sono resti dell’esplosione del vulcano di Predazzo.

Durante l’eruzione, milioni di anni fa, la forza della lava incandescente ha letteralmente scavato dei camini nelle rocce dolomitiche per poter uscire. Proseguendo sul sentiero, in pochi minuti si raggiungono gli ultimi gradoni di roccia che portano in cima, al Rifugio "Torre di Pisa" (ristrutturato nell’estate 2016).

Il panorama che di gode da questo punto è mozzafiato! Si sale qualche metro dietro il Rifugio e, dalla piazzola di atterraggio dell’elicottero, si riesce ad avere un panorama ancora più esteso sulle vette circostanti e, soprattutto, si può ammirare in direzione ovest, la Torre di Pisa.

Questa guglia di roccia dolomitica è alta 40 metri e ricorda molto la torre dell’omonima città toscana. Dopo la sosta al Rifugio Torre di Pisa si continua a camminare, sempre sul sentiero n° 516, in direzione Forcella dei Camosci.

Il sentiero scende nell’anfiteatro del Latemar lungo Lastei di Valsorda.

Proseguiamo sul detritico versante della Cima Di Valsorda deviando sul sentiero n°18 che ci fa risalire alla "Forcella dei Camosci" (mt.2564) con ulteriori stupendi paesaggi.

Ripido il sentiero s’immette fra la Cima Valsorda e il Corno D’Ega, attraversiamo il roccioso paesaggio fra pinnacoli e rocce dalle molteplici forme continuando la discesa lungo lo scosceso versante che si affaccia sullo splendido altipiano di Regglberg.

Superiamo un breve tratto attrezzato con cavo metallico. Proseguiamo sul sentiero n°22, in direzione di passo Feudo, che si sviluppa sotto le pareti dell'imponente Latemar.

Il contesto altamente scenografico offre un susseguirsi continuo di punti panoramici in cui scoprire, affascinati, la storia e le favole di questi luoghi, dai racconti sugli esseri che vivono tra le fessure della roccia alle leggende del Latemar, fino agli storici scontri di confine.

Toccando diverse stazioni interattive, il percorso conduce alla scoperta della flora e fauna della regione svelandone segreti e curiosità.

Appena superata la scultura il legno che rappresenta la "Marmotta Alpina", si devia a destra sul sentiero in discesa, che passando dalla malga "Mayrl Alm" (2050mt), ci riporta al Passo di Pampeago.

Arrivati di nuovo alla malga Zischg Alm, terminiamo la nostra splendida escursione rientrando al parcheggio percorrendo la medesima stradina asfaltata dell'andata.