Senza dubbio uno dei più bucolici angoli della Valmalenco. Prabello, cioè prato bello, parrebbe suggerire una facile etimologia. Modellata dall’antico ghiacciato Bernina-Scalino e separata da quello più ampio di Campagneda dallo sperone roccioso del “déent”, l’alpe è costituita da un gruppo di baite. Un pannello nei pressi del rifugio permette di riconoscere la straordinaria carrellata di cime che dal terrazzo panoramico dell’alpeggio si possono ammirare. Vero nume tutelare di questi luoghi è il pizzo Scalino, definito “il Cervino della Valmalenco”, senza dubbio ha un fascino magico cui difficilmente ci si sottrae.

Statistics

3 - 4

hrs

465

m

465

m

10

max°

Difficulty

FATMAP difficulty grade

Easy

Description

Partendo dall’ampio piazzale con parcheggio di Campo Moro, nei pressi del rifugio Zoia (m 2021 s.l.m.), il sentiero accanto al rifugio costeggia a sud il monte Spundascia, che da un lato domina il lago artificiale, dall’altro l’ampio vallone di Campagneda.

Lungo alcune pareti rocciose lisciate dai ghiacciai, attrezzate per l’arrampicata, si giunge in breve all’Alpe Campagneda, dove, seguendo le indicazioni, si supera il torrentello che scorre sul fondovalle, per arrivare in poco più di mezz’ora all’incantevole Alpe Prabello (m 2226 s.l.m.), dominata dalla maestosa mole del pizzo Scalino.

Il rientro prevede lo stesso percorso; i più volenterosi potranno però effettuare un itinerario ad anello che, salendo ai laghetti di Campagneda (il primo a m 2279 s.l.m.), ridiscende dal vallone principale per ricongiungersi al sentiero originario, in corrispondenza dei rifugi dell’Alpe Campagneda.

L’itinerario è consigliato anche agli amanti della mountain bike, per i quali il punto di partenza è il parcheggio poco più di un chilometro prima di Campo Moro, in corrispondenza della strada sterrata.