Potete vedere il video di questa escursione sul mio canale YouTube a questo link: https://youtu.be/Blk0mvqgzxM Come l'anno scorso, progettiamo le nostre vacanze al mare, in modo tale da poter fare almeno per una giornata una fuga in montagna, e quest'anno optiamo per le Alpi Apuane. Leggiamo diversi itinerari di cime all' interno di questa catena: il Pisanino, il Naso Forato etc... ma alla fine optiamo per salire sulla TAMBURA, ispirati dal fatto che il giro ad anello sembra interessante e per un tratto si attraversa una cava di marmo, cosa che può piacere o meno, ma senz'altro risulta essere particolare. Lasciamo Emma in campeggio (non avrebbe mai potuto sostenere un tale dislivello) e con Nicole ed Evelyn ci dirigiamo al Rifugio Val Serenaia, punto di partenza dell'escursione. 1°madornale errore: non faccio il percorso consigliato ma quello più breve in chilometri... sarà un viaggio eterno ! Giunti al parcheggio, poco sopra il Rifugio Val Serenaia, partiamo di buon passo imboccando il sentiero 178. Ci addentriamo in una bella faggeta all'ombra, cosa non banale, visto il caldo. Ci dirigiamo verso la Foce di Cardeto (probabilmente qui usano la parola Foce al posto di Passo o Sella, penso) mantenendoci sul 178, anche se dalla relazione che tengo a portata di mano, leggo che dovremmo usare anche il 179.... L'arrivo alla Foce di Cardeto si contraddistingue dal fatto che finalmente la vista si apre sulle montagne circostanti, ed è davvero molto bello. Dalla Foce a 1642m. , scendiamo e poi risaliamo in direzione Passo della Focolaccia, incrociando la salita al Monte Pisanino e passando per la cava di marmo, la numero 27. Questo è un passaggio molto particolare, incredibile pensare cosa si cela sotto certe montagne. Al Passo della Focolaccia il cartello ci avverte che manca poco più di un'ora alla cima. e guardandoci intorno notiamo un bivacco (Bivacco Aronte) ed un edificio che potrebbe sembrare un rifugio (ma la relazione non ne parla), dove abbiamo visto andare gli operai della cava in pausa pranzo. Questo è forse il tratto più bello dell'escursione, perchè una volta in cresta, vi restiamo fino alla croce di vetta! Dopo il volo di rito col drone, si riparte e scendiamo per la stessa via di salita fino alla Foce di Cardeto, da qui poco dopo, deviamo verso il Rifugio Orto di Donna,che speravamo essere più vicino. Poco prima di incontraare il rifugio, vediamo dove si trova il bivacco K2, lo filmo un attimo e si riparte! Il sentiero ora scende a tratti anche ripidamente nel bosco, fino poi ad essere abbastanza pianeggiante. Seguendolo, scendiamo nella strada, poco sopra il parcheggio da cui siamo partiti qualche ora prima.

Statistics

3 - 4

hrs

1,025

m

1,025

m

17

max°

Difficulty

FATMAP difficulty grade

Moderate

Description

Potete vedere il video di questa escursione sul mio canale YouTube a questo link: https://youtu.be/Blk0mvqgzxM Come l'anno scorso, progettiamo le nostre vacanze al mare, in modo tale da poter fare almeno per una giornata una fuga in montagna, e quest'anno optiamo per le Alpi Apuane. Leggiamo diversi itinerari di cime all' interno di questa catena: il Pisanino, il Naso Forato etc...

ma alla fine optiamo per salire sulla TAMBURA, ispirati dal fatto che il giro ad anello sembra interessante e per un tratto si attraversa una cava di marmo, cosa che può piacere o meno, ma senz'altro risulta essere particolare. Lasciamo Emma in campeggio (non avrebbe mai potuto sostenere un tale dislivello) e con Nicole ed Evelyn ci dirigiamo al Rifugio Val Serenaia, punto di partenza dell'escursione. 1°madornale errore: non faccio il percorso consigliato ma quello più breve in chilometri...

sarà un viaggio eterno ! Giunti al parcheggio, poco sopra il Rifugio Val Serenaia, partiamo di buon passo imboccando il sentiero 178.

Ci addentriamo in una bella faggeta all'ombra, cosa non banale, visto il caldo. Ci dirigiamo verso la Foce di Cardeto (probabilmente qui usano la parola Foce al posto di Passo o Sella, penso) mantenendoci sul 178, anche se dalla relazione che tengo a portata di mano, leggo che dovremmo usare anche il 179.... L'arrivo alla Foce di Cardeto si contraddistingue dal fatto che finalmente la vista si apre sulle montagne circostanti, ed è davvero molto bello. Dalla Foce a 1642m.

, scendiamo e poi risaliamo in direzione Passo della Focolaccia, incrociando la salita al Monte Pisanino e passando per la cava di marmo, la numero 27. Questo è un passaggio molto particolare, incredibile pensare cosa si cela sotto certe montagne. Al Passo della Focolaccia il cartello ci avverte che manca poco più di un'ora alla cima. e guardandoci intorno notiamo un bivacco (Bivacco Aronte) ed un edificio che potrebbe sembrare un rifugio (ma la relazione non ne parla), dove abbiamo visto andare gli operai della cava in pausa pranzo. Questo è forse il tratto più bello dell'escursione, perchè una volta in cresta, vi restiamo fino alla croce di vetta! Dopo il volo di rito col drone, si riparte e scendiamo per la stessa via di salita fino alla Foce di Cardeto, da qui poco dopo, deviamo verso il Rifugio Orto di Donna,che speravamo essere più vicino. Poco prima di incontraare il rifugio, vediamo dove si trova il bivacco K2, lo filmo un attimo e si riparte! Il sentiero ora scende a tratti anche ripidamente nel bosco, fino poi ad essere abbastanza pianeggiante.

Seguendolo, scendiamo nella strada, poco sopra il parcheggio da cui siamo partiti qualche ora prima.