(Caloniche, sentiero TV1, Tombaril, Raccordo 950, Troi dei Pai)

Statistics

5 - 6

hrs

1,452

m

1,451

m

19

max°

Difficulty

FATMAP difficulty grade

Moderate

Description

Partenza dal parcheggio del lago Morto, e percorriamo il primo chilometro sulla carrabile che segue la sponda nord del lago. Appena dopo il segnavia che indica il 1044-1046 saliamo a sx e da lì inizia la salita che porta verso le Caloniche. Saliamo con pendenza costante, sempre senza deviazioni fino ad arrivare al borghetto di case sottostante (Caloniche di sotto), da lì viriamo a sx verso l'indicazione Case Brigola. Da qui in poi la segnatura della traccia ed i segnavia diventano pressoché inesistenti, tant'è che io stesso ho sbagliato ad una intersezione, perché non segnalata da nessuna parte. Seguendo la traccia gpx ci siamo ritrovati e ripreso il cammino verso la zona alta.

Qui purtroppo mi sento di segnalare la scarsissima presenza di segnavia, non v'è traccia né di bollini rossi, né di ometti e cartellonistica inesistente. Il sentiero quo diventa un po' irto, si sale faticosamente, si attraversano zone boschive alternate da qualche bella zona di prato, e ancora innumerevoli schianti di Vaia. Faticosamente arriviamo verso la cima, attraversiamo la zona chiamata Prati Verdil (Tabacco), ed arriviamo al crocevia con il sentiero che dobbiamo intraprendere, il 985, che ci porterà a Tombaril e designer l'inizio della discesa. Pausa pranzo a quota 1500m, da dove si gode di ottimo panorama verso il Pizzoc, l'Alpago ed anche oggi una grande visuale sulla laguna con la sua bellezza. Ripartiamo di buona lena, anche qui accompagnati da un assai scarsa presenza di segnavia almeno per le prime centinaia di metri; raggiungiamo in poco tempo zona Tombaril (1225m) e continuiamo la traversata che taglia la maggioranza della larghezza del Visentin, attraverso dei bei passaggi, e ambiente suggestivo. Il sentiero non è dei più facili, i ciuffi d'erba selvaggia che attraversano il risicato solco del sentiero rendono la traversata più impegnativa del previsto, e richiede attenzione, onde evitare giramenti di caviglia improvvisi. Dopo circa 1 oretta arriviamo all'intersezione in corrispondenza di una ex fontana, dalla quale ancora si può attingere a un po' d'acqua, dovesse servire. A sinistra, non evidente e non ben visibile inizia la traccia 985a che porta a valle. Qui l'attenzione in questa stagione è d'obbligo perché l'abbondantissimo foliage rende il sentiero quasi una pista da sci, le foglie sono molto scivolose, tenere passo fermo e tastare bene coi piedi l'appoggio. Scendiamo di buona lena attraverso il 985a, perdiamo quota molto rapidamente, la traccia diventa davvero molto divertente, segue un continuo zigzag in uno splendido sottobosco. Ci sono diverse varianti in questo pezzo di discesa, ma noi teniamo sempre direzione verso valle. Arrivati quasi in fondo ad un certo punto prendiamo a sx (vedi traccia) il Troi dei Pai ci porterà in pochi minuti al luogo dove partenza. È un'escursione piuttosto impegnativa visto il dislivello totale (circa 1450m) e la lunghezza (15km), ma la parte più impegnativa è sicuramente l'orientamento che a causa di diversi tratti mal segnati diventa difficoltoso; sconsiglio di avventurarsi senza cartina o una traccia gpx precaricata, anche se in realtà il segnale cellulare è praticamente sempre presente